Alba (nome di fantasia) è una donna single di 35 anni. Mi incontra su suggerimento di un amico che ha già lavorato con me.
La ascolto con attenzione mentre mi parla della tematica che vuole affrontare: la difficoltà a vivere una relazione sentimentale. Noto che sta seduta in modo “scomposto” a causa, mi dice, di dolori incessanti alla schiena. Alba ha uno sguardo rigido ed indagatario, parla velocemente inanellando una dopo l’altra le sue tesi sulla vita e sugli uomini. Ci tiene a farmi sapere che non è nuova alla ricerca interiore e che i suoi maestri sono medium e canalizzatori famosi.
Le sue aspettative sul lavoro con me sono molto alte e “distorte”: si aspetta che, come i suoi famosi maestri, io le riveli la causa del suo problema. Si aspetta il fenomeno.
Con ferma semplicità le dico che quello che posso fare per lei è aiutarla a guarire il movimento interrotto verso sua madre.
Appena nomino sua madre Alba ha una reazione aggressiva: dice che l’ha perdonata per tutto quello che le ha fatto, che vive bene senza di lei e che non ha senso tornare sull’argomento. Le faccio notare che la sua reazione è spropositata, a dimostrazione che la sua ferita è ancora irrisolta. E le dico che quel dolore alla schiena le passerebbe immediatamente se si concedesse di inchinarsi profondamente verso sua madre.
La sua reazione è la chiusura. Se ne va dall’incontro indispettita.
Dopo circa tre mesi Alba mi ricontatta. In lacrime mi dice che la madre è ricoverata in fin di vita all’ospedale per un tumore al polmone e che lei la sta vegliando. Che nel frattempo ha ripensato al lavoro che le avevo proposto di fare e che ora si sente in colpa per non averlo fatto.
Le dico che niente è perduto, che posso guidarla a fare questo movimento anche se la mamma non è cosciente. E così, il giorno dopo ci ritroviamo al telefono in videocall: la guido nel fare il suo movimento interiore verso la madre mentre sta seduta su una panca della cappella dell’ospedale, sull’altare una statua della Madonna.
Alba si da il permesso di farsi attraversare dal dolore della disperazione, della rabbia, dell’incomprensione di quella ferita e, della paura del lutto; anche se con difficoltà, alla fine, nelle lacrime, riesce a fare l’inchino a sua madre. La vedo che si è fatta piccola piccola davanti a lei…
Il suo volto è spossato, il corpo è attraversato da brividi freddi e caldi, segno che l’energia del cuore si sta sbloccando. La lascio che si è calmata e la invito a stare vicino a sua madre da quel nuovo “spazio” interiore.
Nei giorni successivi ricevo da Alba dei messaggi: la mamma è peggiorata di salute ma nonostante ciò la vuole vicina e ha la forza di parlarle, di raccontarle dettagli della sua gravidanza e della sua infanzia. Alba è nella gioia perché la assiste e sente che si stanno ravvicinando. E il suo dolore alla schiena è scomparso.
Dopo un mese di silenzio Alba mi avvisa con questo messaggio:” La mamma ha lasciato il corpo ieri. E’ strano perché non mi sento affatto triste. Sento di aver ricostruito il nostro rapporto, sento che abbiamo avuto il tempo di dirci che ci vogliamo bene. Quindi la lascio andare serenamente”.
Passano sei mesi e Alba torna a trovarmi: questa volta per fare una costellazione sulla possibile vendita della casa che ha ricevuto in eredità dalla mamma. La trovo serena, senza più dolori alla schiena. Mi racconta che dopo la morte della madre ha fatto il viaggio che desiderava fare da sempre, andare negli Stati Uniti. Mi spiega cha laggiù ha conosciuto e preso contatti con tanti artisti e designer e piena di ispirazione, si è finalmente decisa a vendere la casa ricevuta in eredità per comperare uno spazio che ospiti la sua attività artistica.
La costellazione mostra un movimento favorevole per la vendita della casa…
A distanza di un anno dall’ultima costellazione Alba è riuscita a creare il suo spazio artistico dove lavora e dove espone opere di artisti stranieri. Sta avendo successo, per il suo talento e per la sua intraprendenza.
Proprio all’ingresso del suo atelier Alba ha appeso una bellissima foto della mamma che la ritrae giovane e sorridente nel suo laboratorio di sartoria mentre sta sistemando l’abito indossato da una cliente.