La forza del lavoro di Costellazioni è MOSTRARE CIO’ CHE C’E‘ in qualunque situazione della vita, spesso sovvertendo ogni previsione, aspettativa e convinzione personale.
La testimonianza che riporto in questo articolo spero faccia riflettere, restituendo anche la speranza di trovare una soluzione quando tutto sembra già destinato.
IL TEMA DELLA COSTELLAZIONE: L’AUTISMO
Marzia (nome di fantasia) partecipa ad un incontro di Costellazioni con l’intenzione di lavorare su suo figlio Alberto, al quale gli psicologi consultati hanno diagnosticato l’autismo.
Marzia arriva con uno stato d’animo disperato. Descrive Alberto come un bambino affettuoso e gentile con lei che ha però spesso attacchi di rabbia violenta e apparentemente ingiustificata sia verso la sorellina, sia verso i suoi compagni di scuola: quando questo succede si agita, grida, picchia e non ascolta le parole dell’insegnante.
Questo suo atteggiamento ha fatto si che il preside della scuola, su suggerimento dello psicologo scolastico, lo abbia “bollato” come ingestibile e pericoloso per gli altri bambini; e abbia quindi invitato i genitori ad allontanarlo dalla scuola per affidarlo ad un insegnante di sostegno privato.
Marzia nel suo cuore sente che questa diagnosi non corrisponde alla verità; e vive questa richiesta di allontanamento dalla scuola come un’ingiustizia.
LA MESSA IN SCENA E I MOVIMENTI DELLA COSTELLAZIONE
Quando metto in scena la Costellazione con tutti i rappresentanti necessari, emerge subito un movimento evidente: il rappresentante di Alberto custodisce, proteggendole, le anime di bambini non nati e altre anime disincarnate presenti nel campo familiare.
Questo movimento non sorprende Marzia perché mi dice, era già emerso in una precedente costellazione fatta con un altro costellatore; ma, aggiunge che dopo il lavoro la rabbia di Alberto non si era comunque acquietata.
Invito allora Marzia ad entrare nella Costellazione al fianco di Alberto; le chiedo di guardare ad una ad una queste presenze per riconoscerle e portarle nel suo cuore. Contemporaneamente faccio entrare nel campo anche una rappresentante di una presenza spirituale che possa prendersi cura di tutte quelle anime. Mentre Marzia si scioglie in un pianto di dolorosa commozione ed inizia il movimento, il rappresentante di Alberto mostra di farsi sempre più quieto fino ad arrivare a gettare le braccia al collo della madre.
La Costellazione termina con la scena di Marzia ed Alberto seduti per terra, stretti in un abbraccio che non ha fine, mentre tutte le anime attorniano la presenza spirituale.
DOPO LA COSTELLAZIONE
Dopo questo lavoro ho incontrato ancora Marzia in sessione individuale: c’era in lei la spinta a lavorare sulla tematica dell’ingiustizia e dell’esclusione. Nel frattempo mi aggiornava sui continui miglioramenti di Alberto.
LA TESTIMONIANZA
Poi l’altro giorno, a distanza di mesi, questo nuovo messaggio: “Buongiorno Paola, volevo ringraziarti per il supporto donato e il lavoro svolto quando tutto era così difficile e sembrava insormontabile: Quando con la tua disponibilità all’ascolto, un sorriso, un confronto e il lavoro fatto insieme mi hai dato conforto. Oggi volevo condividere con te la serenità di questo momento per Alberto, e nostra di conseguenza, e la crescente speranza nella giustizia che anche se non perfetta come la desideravamo, è comunque arrivata.
Alberto è rimasto nella sua scuola con i suoi compagni ed è affiancato da un nuovo insegnante, più competente e preparato del precedente. Sta facendo tanti miglioramenti ed è sempre più autonomo: ha partecipato alla gita scolastica con tranquillità, ha fatto gli open days andando a scuola il sabato ed esegue i compiti in autonomia a casa e ha anche imparato a giocare a calcio con i compagni in serenità.
Negli ultimi mesi di scuola non ha mai avuto reazioni fisiche aggressive di nessun tipo verso sua sorella o verso uno dei suoi compagni
E’ un grande risultato e te ne sono grata. Marzia”