Perché fare un pellegrinaggio, oggi? Mettersi in cammino per trasformare la propria vita

Osservo che la parola pellegrinaggio suscita una reazione immediata di fastidio o addirittura di rifiuto nella stragrande maggioranza delle persone.

Credo perché l’idea di pellegrinaggio è spesso associata alla religione e quindi sentita univocamente come un’esperienza devozionale o addirittura di espiazione.

Di fatto il pellegrinaggio, come esperienza, riguarda ogni essere umano, perché è metafora e espressione naturale della nostra esperienza di anime incarnate sulla terra. Possiamo intenderlo semplicemente come una tappa del più grande viaggio della vita, che intraprendiamo alla ricerca di noi stessi e di Dio.

La mia esperienza di pellegrina

Per me, che sono un’ esperta di pellegrinaggi, il pellegrinaggio è un movimento che risponde sempre ad una chiamata interiore. Succede che ad un certo punto sento nascere dentro di me la spinta irrefrenabile a mettermi in cammino per raggiungere quello specifico luogo sacro o di potere.

Non è mai un bisogno razionale. Non è mai una questione di turismo, o di fare del semplice trekking, come spesso avviene per le persone che per moda percorrono il cammino di Santiago. E’ proprio dare ascolto ad una chiamata, spesso inaspettata, dell’anima.

Il pellegrinaggio, metafora della ricerca di Sé e del Divino

L’inizio di un pellegrinaggio presuppone quindi una scelta: quella di sospendere la propria routine quotidiana, di uscire dalla propria zona di confort per affrontare, spesso in solitudine, l’ignoto.

Nel mettersi in viaggio il pellegrino accetta di assumersi la responsabilità di mettersi in gioco, di rischiare, di faticare, di misurarsi con i propri limiti. Anche di fallire.

Ed è proprio grazie a questa attitudine,  a questa disponibilità interiore ad affidarsi alla chiamata dell’anima, che il trascendente può manifestarsi.

Nel silenzio, il chiacchiericcio della mente si spegne. Nello stare da soli c’è il tempo dell’osservazione interiore e della contemplazione. Arrivano insight, comprensioni, aperture. Ci sono benedizioni ed esperienze mistiche.

Il camminare verso la meta prepara a quel cambiamento interiore che si compie una volta raggiunta la destinazione. L’energia del luogo specifico che ci ha chiamato e in cui ci immergiamo (che si tratti di un luogo di fede o di potere) opera su di noi per portare a termine la trasformazione a cui ci ha invitato la nostra anima.

E’ per questo che quando torniamo da un pellegrinaggio, non siamo più gli stessi di prima.

 

 

 

il pellegrinaggio