Anita (nome di fantasia) è una donna brillante, madre di un bimbo piccolo e una professionista affermata.
Sta attraversando un periodo delicato a causa della scelta di separarsi dal marito. Sente di non amarlo più ma prova anche molta rabbia verso di lui per come le cose sono andate nel loro matrimonio.
Fissa un appuntamento con me per una Guarigione Spirituale: ha letto del mio lavoro e sente di aver bisogno di una guarigione per ritrovare la sua centratura interiore, la forza e la saldezza per non soccombere alla sua rabbia e a quella che il marito le riversa contro.
La guarigione aiuta Anita a rilasciare lo stress che ha accumulato in questi ultimi mesi.
Il suo sistema si ripulisce anche dalle forme pensiero di rabbia e di paura che si sono radicate nella sua mente e che hanno attirato nel suo campo energetico entità parassitarie di bassa frequenza.
Con la conseguenza di sentirsi spossata, nervosa e confusa.
Durante la connessione mi arriva anche un’immagine: “vedo” Anita piccola (4 o 5 anni) in preda al panico mentre viene severamente punita da un uomo che identifico come suo padre.
Racconto ad Anita la scena che ho visto: in lacrime e sorpresa mi conferma tutto. Mi dice che si tratta di un episodio della sua infanzia: aveva sottratto la bambola di un’amichetta e sospettata del furto, aveva negato.
Scoperta, era stata investita dalla rabbia del padre che l’aveva profondamente umiliata per quel gesto innocente.
Aiuto Anita a comprendere che aver rilasciato quel trauma infantile è davvero importante per sentirsi ora totalmente libera dalla paralisi della vergogna verso la situazione che sta vivendo e agire di conseguenza.
Qualche settimana dopo però Anita mi scrive una email.
Mi dice che ha ripreso a dormire, che si sente più lucida e sicura ma che purtroppo la relazione con il marito rimane ancora una guerra di sangue.
La invito quindi a partecipare ad un incontro di gruppo di costellazioni per guardare la loro relazione.
Quando metto in scena i rappresentanti di Anita e di suo marito quello che emerge con chiarezza è una dinamica vittima-carnefice: il marito si mostra succube della sprezzante superiorità con cui Anita lo domina, umiliandolo.
E la rabbia con cui lui sta reagendo alla scelta di Anita di separarsi è solo la punta dell’iceberg di un sentimento covato da molto più tempo.
Anita è incredula, fa fatica a riconoscersi in quello che si mostra.
Ma quando le chiedo se quella dinamica era la stessa usata da sua madre verso suo padre, lei riflette in silenzio e poi annuisce.
E racconta della rabbia con cui sua madre inceneriva suo padre in famiglia, davanti ai figli, per “svergognarlo” dei suoi fallimenti professionali.
Faccio allora entrare in costellazione altre due persone a rappresentare la madre e il padre di Anita; guido Anita in un movimento per liberarsi da quell’irretimento con la madre e restituire ai suoi due genitori la loro storia.
I due genitori si mettono alle spalle di Anita e la invitano ad andare verso il compagno che, visto, le mostra tutto il suo dolore.
I due si prendono per mano guardandosi finalmente con uno sguardo di intesa affettuosa.
Al termine, come spesso accade, Anita mi dice di sentirsi sfinita e anche molto, molto disorientata sull’esito della costellazione.
Io la affido con fiducia al movimento di Amore più Grande che si è aperto per lei.
Ho rincontrato Anita dopo qualche anno per un’altra problematica.
Allora al suo fianco c’era un nuovo compagno da cui aveva avuto una bellissima bambina. Era serena, appagata, realizzata nella sua vita di moglie, mamma, e professionista.
Viveva con loro anche il figlio del primo matrimonio.
La relazione con l’ex marito piano piano si era fatta pacifica, al punto che si erano accordati consensualmente.
Inoltre capitava che l’ex marito si fermasse a cena dalla nuova coppia quando riportava a casa il figlio dopo il week end trascorso insieme.