BAMBINI e MIOPIA POST COVID

Dall’ottico per cambiare i miei occhiali, vengo attratta da un depliant con la scritta “Affronta la miopia”, abbinata all’immagine di una bambina sorridente.
Che però è vestita da supereroe.
Lo apro e scopro che è un opuscolo che pubblicizza lenti a contatto a ricambio giornaliero adatte ai bambini (non adolescenti o adulti) che soffrono di miopia.
Citando il testo: “una lente per il controllo della progressione miopica nei bambini”.
L’opuscolo si rivela essere un piccolo manualetto sulla miopia: spiega quali sono i sintomi a cui prestare attenzione nel bambino; spiega che cosa è tecnicamente il disturbo.
E ne menziona anche le cause. La genetica o lo STILE di VITA CONTEMPORANEO: poca illuminazione, poca vita all’aria aperta, prolungata attività da vicino come leggere o giocare sui dispositivi digitali.
Il mio ottico mi racconta che ha applicato queste lenti anche a bambini di 4/5 anni. E che le richieste sono esplose dopo gli anni del covid.
Penso al senso biologico della miopia: la difficoltà di vedere le cose lontane. Sentirsi minacciati o non abbastanza sicuri per il futuro immediato.
Di sicuro tutto questo è una (tra le tante) conseguenza della situazione traumatica che tutti noi abbiamo vissuto con il lock down.
Ritengo però che affrontare il problema della miopia progressiva dei bambini solo con una lente a contatto o con dei farmaci equivale semplicemente a mettere una pezza sulla questione.
Sarebbe invece importante che i genitori lavorassero su loro stessi per guarire le ansie che accompagnano la loro vita. Da sempre e che si sono acuite o esplose con la fase covid.
In questo modo sarebbero in grado di aiutare i loro figli a sentirsi al sicuro nella vita e a guardare al futuro con fiducia.
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