Anni fa iniziai una collaborazione professionale con una persona del settore olistico.
Quella che all’inizio mi era sembrata una persona nel cuore e soprattutto nel servizio, con passare del tempo gettò la maschera rivelando una natura bugiarda e manipolatoria.
Agli inizi non mi preoccupai molto del suo cambiamento nei miei confronti; sono consapevole di essere una persona molto esigente nel lavoro; oltre al fatto di sapere che il mio stato di presenza, quando non genera calma nelle persone, ne provoca gli aspetti ombra.
Rimasi quindi calma e in osservazione.
Nonostante questa occasione di collaborazione le stesse assicurando visibilità, un incremento del suo lavoro e le offrisse anche un’occasione di guarigione, questa persona entrò sempre più in competizione con me.
Attaccò il mio lavoro ribadendo l’inutilità della ricerca spirituale nella vita dell’individuo. Riuscì a portare a sé alcuni dei miei clienti e intenzionalmente iniziò una vera e propria guerra psichica contro di me quando eravamo insieme a lavorare in presenza.
Fu la sua intenzione consapevole di attaccarmi che mi portò alla decisione di interrompere la nostra collaborazione.
Nella mia rabbia e nel mio dolore avrei potuto smascherarla davanti ai clienti. Oppure avrei potuto affrontarla a muso duro, o contestare i contenuti del suo lavoro, ma sapevo che nulla sarebbe cambiato.
Scelsi invece di mettere in pratica un insegnamento che mi era stato passato per prima da una sciamana e curandera che avevo incontrato in Perù: la pratica della BENEDIZIONE.
Come mi era stato insegnato per prima cosa iniziai a benedire lei e il nostro incontro, tutti i bei momenti che avevamo condiviso insieme; con gratitudine benedissi anche gli insegnamenti a cui mi era aperta grazie a lei.
Quella fu la parte più facile.
Poi passai a benedire la sua parte ombra: le sue maldicenze nei miei confronti e anche il talento psichico che aveva agito negativamente contro di me. Benedissi anche tutti gli avvenimenti spiacevoli che avevo dovuto affrontare per causa sua.
All’inizio non mi sembrò succedesse nulla.
Ero talmente bloccata nella mia rabbia che il processo non mi arrivava interiormente. Insistetti e dopo un paio di ripetizioni cominciai a percepire una sensazione di calore nell’addome che via via si trasmetteva a tutto il corpo.
Allora, mentre gli occhi si riempivano di lacrime mi ritrovai a singhiozzare come una bambina.
Andai avanti a benedire fino a quando non ebbi più energie e sentii veramente che la benedizione era arrivata in profondità nel mio cuore.
Dopo che mi sono riappacificata con lei, quella persona è letteralmente svanita dalla mia vita.
E quando ancora oggi mi capita di leggere qualcosa di lei sui social, noto che rimango calma e distaccata.
La cosa più potente dell’atto di benedire è che il mondo non cambia, non cambia l’evento accaduto: siamo solo noi che cambiamo!
Con la nostra volontà di riconoscere e di lasciare andare QUALUNQUE cosa ci abbia feriti, il mondo che ci circonda si trasforma e noi acquisiamo più forza e salute.
E siamo liberi di proseguire il nostro cammino.
Nel tempo ho verificato che il potere della benedizione funziona sempre: sia quando percepiamo il dolore nel mondo o la sofferenza causata dalla perdita delle cose della vita a cui teniamo.
Funziona con gli abbandoni, i tradimenti e le ingiustizie causate dalle persone che ci circondano.
Auguro a tutti voi di fare della pratica della benedizione una vostra risorsa per superare le prove della vita!